Benozzo Gozzoli
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Il Rinascimento vede la luce a Firenze all'inizio
del'500, ma ben presto questo stile approda in Umbria
con l'arrivo di alcuni famosi pittori fiorentini, di
cui Masolino da Panicale deve essere stato il primo.
Tracce inconfondibili della sua opera sono presenti
negli affreschi che adornano le nicchie nelle pareti
della Chiesa di S. Fortunato a Todi. |
Masolino è seguito da Domenico Veneziano, Agostino
di Duccio, Benozzo Gozzoli e Filippo Lippi.
Si sviluppava così in Umbria una scuola locale che
del Rinascimento dava una versione aggraziata, minutamente
narrativa e che alla magniloquenza della forma preferiva la
grazia dei colori. Essa assurgerà a notorietà
extraregionale in seguito grazie alle fortune della carriera
artistica di Pietro Vannucci detto Il Perugino.
Meno celebre, ma non per questo meno apprezzato dagli esperti
del settore, Benozzo di Lese detto Benozzo Gozzoli uno tra
gli artisti che lavora più fecondamente sul suolo umbro:
gli anni del suo soggiorno nella regione infatti sono assai
densi di realizzazioni. La sua attività risulta inoltre
assai articolata impegnato com'è in tecniche pittoriche
diverse, dall'affresco suo mezzo espressivo privilegiato alla
tavola di piccole o grandi dimensioni alle vetrate fino al
disegno colorato a tempera su pergamena. La prima meta per
chi volesse approfondire la conoscenza di questo formidabile
artista è senz'altro Montefalco e in primis la Chiesa
di S. Francesco con il suo ciclo di affreschi sulla vita del
Santo che ricopre l'intera cappella, volta e pareti e la cappella
di S.Girolamo.
Sempre a Montefalco, nel Convento di Santa Chiara è
possibile ammirare l'affresco raffigurante appunto il volto
della giovane santa e ancora il Convento di S.Fortunato: Benozzo
lavorò al portale di ingresso della Chiesa e all'interno
di essa alla tavola dell'altare maggiore e al sarcofago entro
cui, secondo la tradizione, fu collocato il corpo di san Fortunato.
E ancora la volta della cappella di S.Brizio del duomo di
Orvieto, l'affresco raffigurante l'Annunciazione nel Palazzo
Comunale a Narni e infine vari dipinti custoditi nella Galleria
Nazionale dell'Umbria a Perugia.
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